Le nostre Faq


DOMANDE FREQUENTI

D) Che cos’è un aneurisma ?
R) L’aneurisma è una dilatazione di una arteria, dovuta ad un processo degenerativo di “sfiancamento” della sua parete.
D) Che cos’è l’ischemia ?
R) L’ischemia rappresenta uno stato patologico che si verifica in un organo (cuore, cervello, intestino, ecc.) in seguito alla riduzione improvvisa o graduale del flusso arterioso
D) Perché l’aneurisma dell’aorta è una malattia pericolosa
R) L’aneurisma dell’aorta è una patologia ad esito infausto che nella maggioranza dei casi decorre in modo asintomatico, cresce subdolamente senza che il paziente se ne accorga
D) Quando si deve operare un aneurisma aortico ?
R) Le linee guida su tale patologia non sono univoche, e fissano il diametro intorno ai 5 cm e più.
Esistono però numerose deroghe a tale indicazione: la rapidità di aumento nell’ultimo anno, la presenza di zone della parete a rischio rottura, precedenti crisi fissurative o di embolia periferica.
In alcune patologie (l’insufficienza respiratoria per esempio) e nel genere femminile la tendenza alla rottura è più frequente.
Mi sento di dover raccomandare ad un soggetto affetto da un aneurisma aortico di affidarsi ad un centro di riferimento e non all’ospedale di quartiere, in quanto solo dove esiste una grande esperienza legata ai flussi l’indicazione risulta corretta.
Giocano un ruolo importante sulla decisone di trattare un aneurisma la presenza di patologie concomitanti, la spettanza di vita, situazioni socio-economiche particolari e non solo il suo diametro.
D) Esiste un sistema non invasivo per il trattamento degli aneurismi ?
R) Il trattamento endovascolare, che può essere eseguito per via percutanea, rappresenta una grande conquista perché consente il trattamento anche di pazienti anziani o in condizioni generali compromesse. Tale intervento ci ha consentito di ridurre la mortalità operatoria al di sotto dell’uno per cento a scapito di una più elevata possibilità di dover correggere più avanti il trattamento eseguito.
I numerosi studi internazionali hanno dimostrato la validità di tale metodica purchè siano osservate alcune regole riguardanti la forma dell’aneurisma, il diametro delle arterie che si devono percorrere e l’impiego di endoprotesi adeguate.
D) Chi è lo specialista che si deve occupare di aneurismi aortici ?
R) Il chirurgo vascolare è lo specialista che più di tutti conosce tale patologia per averla studiata ed affrontata direttamente negli ultimi cinquanta anni. Rappresenta il clinico che conosce a fondo tale patologia e ha studiato e messo a punto l’intervento poco invasivo. Il chirurgo vascolare attuale conosce entrambe le tecniche, open o tradizionale ed endovascolare, e le applica al paziente per il suo esclusivo vantaggio. E’ evidente che tale osservazione non è valida per chi conosce e pratica solo una delle due metodiche.
D) Che cos’è una dissecazione ?
R) La dissecazione rappresenta una seria malattia dell’aorta toracica che si determina a causa di una infiltrazione di sangue dal circolo nello spessore della sua parete, slaminandola per lunghi tratti.
I risultati di tale infiltrazione possono essere molto gravi, della formazione di un aneurisma alla compromissione del cuore e all’ischemia cerebrale o intestinale.
D) Si sente spesso parlare di TIA………?
R) Il TIA (Attacco Ischemia Transitorio) rappresenta il sintomo, transitorio, di una ischemia cerebrale, e si manifesta con sintomi diversi più o meno importanti come l’emiparesi di un arto o solo riduzione della sua forza, cecità temporanea di un solo occhio della durata di pochi secondi e molti altri ancora. E’ il campanello d’allarme della presenza di una patologia cerebrale.
D) Quale è la causa dell’ischemia cerebrale ?
R) La causa più frequente dell’ischemia cerebrale risulta nella patologia delle arterie carotidi o un embolia che proviene da un cuore ammalato
D) Quali sono le cause dell’ictus ?
R) L’ictus può essere ischemico da riduzione del flusso di sangue (embolia cardiogena, patologia delle carotidi, chiusura di una arteria cerebrale) o emorragico per distruzione del tessuto cerebrale ad opera del sangue uscito da un vaso, per esempio per rottura di un aneurisma cerebrale o un trauma
D) Si parla tanto di prevenzione. Come si può prevenire l’ischemia cerebrale ?
R) La prevenzione di base consiste nel seguire norme di vita adeguate, non fumare, non bere o mangiare oltre il dovuto, attività fisica idonea all’età, controllare il tasso ematico di zuccheri e grassi. Diciamo volersi un po’ di bene e non richiedere troppo al nostro corpo.
La prevenzione farmacologica è un discorso più complesso e deve essere studiato da ciascuno con il proprio medico o il chirurgo vascolare.
La prevenzione chirurgica consiste nella rimozione dalle carotidi delle placche che sono potenzialmente pericolose o per la loro morfologia o per il grado di occupazione del vaso.
Accanto all’intervento di TEA (disobliterazione della carotide) che consiste appunto nella pulizia della carotide malata, si è sviluppato di recente il metodo dello stenting, cioè la ricopertura della placca con una piccola gabbietta metallica che la schiaccia contro la parete.
I migliori risultati si ottengono con la chirurgia, e lo stenting carotideo deve essere riservato ad una particolare tipologia di pazienti “a rischio” onde ottimizzare i risultati.
D) Quando scegliere il trattamento chirurgico o endovascolare per le stenosi carotidee ?
R) I migliori risultati attualmente sono ascrivibili al trattamento chirurgico, ma la metodica endovascolare offre indubbi vantaggi in termini di invasività se le sue indicazioni sono corrette: pazienti nei quali affrontare la chirurgia rappresenta un rischio maggiore.
I risultati a distanza (10 anni) sono a favore della chirurgia che offre la sicurezza di una expertise di 50 anni.
Ritengo che il paziente affetto da problemi della carotide debba rivolgersi al clinico chirurgo vascolare, il quale lo inquadrerà nella sua specificità e lo potrà indirizzare all’una o l’altra delle due metodiche in rapporto al suo stato generale e alle condizioni del suo albero circolatorio.
E’ evidente che il clinico di chirurgia vascolare attuale deve essere in grado di applicare entrambe le tecniche, chirurgica ed endovascolare.

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